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CELLULA ARTIFICIALE
Di andv80 (del 23/06/2010 @ 12:00:05, in Notizie, linkato 19 volte)


CELLULA ARTIFICIALE E VITA ARTIFICIALE

L’uomo padrone della VITA?

La recente impresa scientifica dello scienziato americano CRAIG VENTER, apparsa il 20 maggio sui giornali di tutto il mondo, ha riaperto antiche speranze ed antiche paure, che si sono accentuate  con il progresso conoscitivo e tecnologico dell’uomo del ‘900.

Venter non ha propriamente creato una nuova vita, ma è riuscito a far vivere un DNA assemblato in laboratorio, con l’aiuto del computer, trasferendolo in una cellula a cui era stato tolto il suo DNA naturale. Non si tratta di una vita nuova integrale, ma di un prodotto artificiale, ricopiato da uno naturale, e fatto vivere inserendolo in una cellula naturale denucleizzata.
Si tratta, comunque, di un grande passo avanti nel tentativo dell’uomo di strappare a Dio il potere, finora esclusivo,  sulla  creazione della vita, quell’antica ambizione dell’uomo di giocare ad essere Dio, di esercitare un potere divino.
La possibilità che ciò possa realizzarsi pone enormi e drammatici problemi di etica pubblica, di difficile soluzione.
Si può, per semplificazione, affermare che trattasi degli stessi problemi insorti di fronte a qualsiasi nuova scoperta e risponde alla domanda: quale uso ne farà l’uomo? In questo senso la scoperta appare neutra ed immune moralmente e il problema si sposta sull’uso che ne fa l’uomo. Dalla scoperta della lama per tagliare, ma anche per uccidere,  a quella dell’energia atomica, il problema si sposta sempre dalla scoperta al  suo uso.
La scoperta in sé aumenta il potere dell’uomo e quindi le sue possibilità.  In ciò egli realizza la massima espressione della sua condizione umana di dominio sulla natura, che lo distingue dalla condizione degli altri viventi e  che risulta anche in armonia con il pensiero religioso, con quanto, ad esempio, afferma la Bibbia,  quando narra che Dio diede la Terra ad Adamo, invitandolo ad assoggettarla.
Il vantaggio anche materiale che l’uomo trae dalle scoperte scientifiche dilatano la sua umanità e lo liberano dai vincoli del bisogno o della soggezione, che umiliano la sua dignità.

Ma il potere sulla vita appare in se stesso diabolico, nel tentativo di Lucifero di contrapporsi a Dio, di equiparasi a lui. E tuttavia in questo caso di Venter non siamo ancora al potere di creare la vita, e le stesse gerarchie cattoliche non hanno espresso contrarietà, bensì rispetto e prudenza di fronte all’impresa di Venter.
Ma non mancherà, forse, in un prossimo futuro che il problema della creazione stessa della vita si ponga e l’umanità dovrà trovarsi preparata psicologicamente ed eticamente a risolverlo, senza rinunciare alle sue possibilità, ma anche senza neppure abusarne.
Occorrerà, per chiarezza di impostazione del metodo,  trasferire il discorso dalla scoperta al suo uso, e cioè dalle innocenti e neutre possibilità che la natura ci offre, alla capacità dell’uomo di proporsi fini alti e nobili, e sfuggire alla tentazione della malvagità, che è il solo elemento luciferino che alberga in lui e lo conduce alla rovina.

Forse, di fronte alla responsabilità dell’immanità del male possibile, si risveglierebbe in lui il richiamo ad una maggiore responsabilità, come di fatto è avvenuto negli ultimi sessant’anni per la bomba atomica.
Poter disporre sulla vita, poterla creare, forse indurrà l’uomo ad apprezzarla maggiormente, ad averne rispetto, che è la condizione per poter utilizzare la stessa vita, come tante altre risorse fisiche e meccaniche, per la soluzione di infiniti problemi, e ciò renderebbe la nostra vita ancora più  sana, più piena, più lunga, più vicina a quella che, nella mitologia di quasi tutte le religioni, era la vita dell’uomo com’era uscita dalle mani di Dio, prima che o l’insipienza umana o l’invidia diabolica la rovinassero.
Acquaviva delle Fonti, 4 giugno 2010